martedì 19 settembre 2017

Mandorle: una manciata al giorno protegge dalle malattie cardiache

Consumare una manciata di mandorle al giorno potrebbe essere un buon antidoto contro le malattie cardiache. È stato appurato che soltanto 43 grammi sono in grado di migliorare i livelli di colesterolo “buono” del 19% e quindi di proteggere dai disturbi a carico del cuore. Tutto questo accade perché migliora anche la rimozione delle placche dalle arterie.
Lo ha sottolineato una ricerca della Pennsylvania State University. La ricerca ha messo in evidenza che se le persone inseriscono qualche mandorla nella loro dieta si possono aspettare molteplici benefici a vantaggio della loro salute.
Gli studiosi sono convinti che non si possa parlare di una vera e propria cura, ma questa frutta secca, se mangiata con moderazione, può rappresentare un’aggiunta di valore ad un’alimentazione già sana. Gli esperti hanno preso in considerazione 48 persone di età compresa fra i 30 e i 65 anni, che presentavano alti livelli di colesterolo “cattivo”.
Hanno osservato i pazienti per un periodo di sei settimane. Tutti i partecipanti allo studio hanno seguito la stessa dieta, ma alcuni in più hanno mangiato 43 grammi di mandorle non salate ogni giorno. Le analisi del sangue dopo sei settimane hanno rivelato che chi aveva mangiato le mandorle poteva contare su livelli più alti di colesterolo “buono”.
Il professor Penny Kris-Etherton ha spiegato che il colesterolo “buono” è molto poco quando viene rilasciato in circolazione. È come se fosse un sacchetto che lentamente diventa più grande, perché raccoglie il colesterolo delle cellule e dei tessuti, depositandolo nel fegato. La ricerca ha dimostrato che nell’organismo si formavano particelle di colesterolo “buono” più grandi proprio in risposta al consumo delle mandorle.

Fonte: GreenStyle


FederBio Servizi a Sana 2017. Per il Ministro Martina servizi e consulenza sono necessari per la crescita del settore bio

Presente durante la 29° edizione del Salone Internazionale del Biologico e del Naturale di Bologna anche la nuova società FederBio Servizi, nata su iniziativa di FederBio, AssoBio ed altre società partner quali Agriplan Srl, BIT SpA, Nomesis Srl, Open Fields e Qualitas Studio.

In apertura della manifestazione, venerdì 8 settembre, si è tenuto presso la Sala Notturno di Bologna Fiere, il convegno “Servizi alle imprese: il salto di qualità per il biologico italiano” per la presentazione della nuova società. L’evento è stato l’occasione per i soci di FederBio Servizi di presentare i servizi offerti dalla società e lo staff di agronomi, esperti e consulenti dei diversi settori che lavorerà per il mondo del bio.

Dopo i saluti del Presidente di FederBio Servizi Paolo Carnemolla, il quale ha richiamato le esigenze e le possibili sinergie che hanno portato alla nascita della società, si è entrati subito nel vivo con l’intervento di Ezio Maestri, Presidente del socio Nomesis, che ha sottolineato quanto l’impiego di tecniche e metodologie di Business Intelligence sia fondamentale per cogliere le opportunità derivanti dalla forte crescita della domanda di prodotti bio.

A seguire Roberto Ranieri, Amministratore Unico del socio Open Fields, ha rimarcato i benefici e i risultati di una filiera bio costruita da FederBio Servizi e Michelangelo De Palma, Amministratore Unico del socio Agriplan Srl, ha evidenziato quanto il tema della ricerca e dell’innovazione sia fondamentale e quali le opportunità inerenti di cui operatori pubblici e privati possono usufruire.

Mauro Conti, Amministratore Delegato di FederBio Servizi, ha affrontato i temi della facilitazione dell’accesso al credito, dell’aggregazione e dell’efficienza energetica, oltre che dei servizi per il Credito stesso. Francisco Martinez, Coordinatore Tecnico di FederBio Servizi, ha poi presentato Accademia Bio, progetto di rete sulla formazione e l’assistenza tecnica in agricoltura biologica e biodinamica.

L’evento si è concluso con l’intervento dell’Assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Simona Caselli, che ha sottolineato l’impegno e i risultati raggiunti dalla Regione per lo sviluppo del biologico e del biodinamico.

Anche il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha conosciuto la nuova realtà di FederBio Servizi. Durante la sua visita a Sana infatti, nel pomeriggio di sabato 9 settembre, il Ministro Agricole  ha visitato lo stand di Federbio e FederBio Servizi, e ha incontrato il Presidente Paolo Carnemolla e l’AD Mauro Conti. Martina ha apprezzato molto la costituzione di FederBio Servizi, sottolineando l’importanza e la necessità di sostenere la crescita del sistema con strutture qualificate in grado di sviluppare aggregazione, ricerca, innovazione, sostenibilità ed internazionalizzazione delle imprese, soprattutto agricole ed agroalimentari.

"L'Italia conferma la leadership nel settore biologico in Europa: 300mila ettari convertiti in Italia nel 2016, una superficie pari a tutta la provincia di Bologna, case e uffici compresi" ha dichiarato il Ministro a Sana. Per valorizzare l’eccellenza italiana è necessario supporto le imprese bio con consulenza e servizi qualificati e specifici per il settore.


Fonte: FederBio

Psr Puglia, in arrivo 161 milioni per i Gal

Pubblicata la graduatoria delle Strategie di sviluppo locale, proposte dai Gruppi di azione locale della Regione Puglia, previsti dalle Sottomisure 19.2 e 19.4 del Programma di sviluppo rurale della Puglia 2014-2020. A 23 Gal finanziati andranno 161 milioni di euro, da gestire per lo sviluppo dei territori d’insediamento.

“Sono 23 i Gal finanziati che hanno proposto progetti per lo sviluppo dei territori rurali e costieri. Ai Gal pugliesi è affidata una dotazione finanziaria di 161 milioni di euro che può essere utilizzata per attuare strategie di valorizzazione delle risorse locali e di sviluppo delle attività produttive, nell’ottica della sostenibilità ambientale, economica e sociale - ha dichiarato l’assessore alle Politiche agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia.

A breve i Gal saranno chiamati a siglare la convenzione per l’avvio di tutte le procedure necessarie per lavorare nella piena autonomia.

“La valutazione, affidata a un Comitato tecnico regionale intersettoriale, e la successiva graduatoria sono risultate particolarmente impegnative - ha sottolineato l’assessore - ma sono servite per garantire la costituzione di strutture a forte vocazione partecipativa, con equo coinvolgimento di soggetti pubblici e privati, e idonee ad essere vere e proprie agenzie di sviluppo”.

Raggiunto l’obiettivo della razionalizzazione e riduzione delle strutture: “Così come previsto, inoltre, abbiamo ottenuto una significativa riduzione del numero dei Gal rispetto alla precedente programmazione, in cui erano 26 - ha detto Di Gioia -  abbiamo lavorato nella piena trasparenza e stilato una graduatoria delle Strategie di sviluppo che sono in coerenza con i rispettivi Piani di azione locale. In questo modo si è cercato di coniugare il sostegno pubblico con una maggiore efficacia dell’intervento oltre che con una maggiore efficienza della spesa pubblica”.

I Gal punteranno a sviluppare i territori nel medio periodo “Proponendosi come reti attive di soggetti radicati nella comunità capaci di intercettarne i bisogni ed intervenire nel miglioramento dell’offerta locale di beni e servizi, con l’obiettivo ultimo di creare economie e consegnare nel medio lungo periodo una Regione sviluppata e competitiva" ha concluso l'assessore.

Fonte: Regione Puglia


Autore: Mimmo Pelagalli

FOGLIE TV - Presentazione della 53° Sagra dell'Uva di Rutigliano



Ritorna la “Sagra dell’Uva” di Rutigliano.  Arrivata alla sua 53esima edizione, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, del Comitato Civico Sagra dell’Uva e di tutti gli addetti ai lavori, si terrà i prossimi 23 e 24 settembre 2017 in un annata finalmente contraddistinta dal buon andamento della stagione per quasi tutti gli operatori. Il focus dell’evento sarà prettamente incentrato sull’uva che fungerà da filo conduttore per tutte le aree programmatiche inserite nel programma per una sagra innovativa ma nel contempo fedele alla tradizione.

lunedì 18 settembre 2017

FOGLIE TV - "Economia circolare in agricoltura e agroalimentare": l'in...



Economia circolare e innovazione del settore agricolo e agroalimentare : sull'importante tema Chiesa, ricerca e impresa discutono per trovare un'alleanza ed una linea comune. L'occasione è stata data dall'incontro tenutosi a Bisceglie presso il Teatro Garibaldi nell'ambito del primo Convegno congiunto SIDEA-SIEA (società italiana di economia agraria e società italiana di economia agroalimentare) su “Strategie cooperative e creazione del valore in una filiera alimentare sostenibile”.

Schiavelli (UNAPROA): “La Strategia nazionale sull’ortofrutta è un bene pubblico e renderla efficacemente operativa un dovere sociale”

“250 milioni di euro: è questa la cifra che l’ortofrutta italiana lascia ogni anno in Europa a causa della mancata organizzazione in OP. Ecco perché rendere operativa la Strategia nazionale sull’ortofrutta è per noi un lavoro di assoluta priorità, che deve coinvolgere l’intero Paese -  ha dichiarato Antonio Schiavelli, Presidente UNAPROA durante l’evento “Strategia nazionale ortofrutta 2018-2022: la vera sfida inizia ora”,  che si è svolto oggi a Firenze presso l’Accademia dei Georgofili.
“Il settore ortofrutticolo, tra i più importanti per l’agricoltura, aveva assoluto bisogno di una strategia che potesse convogliare gli sforzi delle singole OP in delle azioni di sistema favorevoli all’intero comparto e all’economia italiana – ha continuato Schiavelli, esprimendo il compiacimento di UNAPROA per il lavoro svolto congiuntamente tra le Unioni e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, collaborazione che ha portato alla definizione della prossima Strategia nazionale per il comparto ortofrutticolo, recepita con D.M. 4969 del 29 agosto 2017.
“La nuova Strategia nazionale per i prossimi anni, che abbiamo approvato dopo un lungo percorso di concertazione – ha sottolineato l’On. Giuseppe Castiglione, Sottosegretario di Stato del MiPAAF, – prevede tante novità molto interessanti che mirano a rendere competitiva la filiera dell’ortofrutta italiana. Tocca agli stakeholder dare contenuto e metterle in pratica per rilanciare il comparto ortofrutticolo attraverso un’organizzazione più efficiente e proattiva sui mercati.”
 “L’ultimo rapporto ISMEA sui consumi alimentari degli italiani nel primo semestre 2017, dopo cinque anni di segno negativo, registra finalmente una crescita, con un aumento del 5,8% della spesa per la frutta fresca e del 5,5% per gli ortaggi freschi – continua Schiavelli. “Questo dato, mette fine al lungo trend di contrazione dei consumi di ortofrutta, che ha segnato il mercato italiano degli ultimi anni ed è il segnale che i tempi sono maturi per un’ulteriore valorizzazione del comparto ortofrutticolo, settore di punta per l’economia italiana.
Giampiero Maracchi, Presidente Accademia dei Georgofili sottolinea “l’importanza del settore ortofrutta che rappresenta un patrimonio unico in Europa, sia per la qualità delle aziende dal punto di vista dell’innovazione, sia per la ricchissima varietà nel settore orticolo e nel settore frutticolo. La sfida infatti, della competizione internazionale, può essere vinta soltanto utilizzando al meglio quanto è stato sviluppato dalla ricerca a partire comunque dalla tradizione.”
Così, all’alba dell’attuazione della Strategia nazionale, UNAPROA ha voluto organizzare un momento di confronto tra tutti i protagonisti che saranno coinvolti nella sua prossima operatività, “perché siamo convinti”, aggiunge Schiavelli “che fare sistema tra le OP, sia l’unica strada per raggiungere quei risultati di reddito, qualità ambientale e salute, auspicabili per il nostro comparto e per tutti i cittadini. Implementare in maniera efficace la Strategia nazionale, attuando una collaborazione di tipo orizzontale tra le aziende, assicura una maggiore competitività a livello internazionale, un grande contributo all’ambiente e alla salute e un’imprescindibile salvaguardia di un settore che rappresenta l’identità dell’Italia.”
“In questo senso la Strategia nazionale è un bene pubblico e la sua efficace implementazione un dovere sociale - conclude Schiavelli. “L’evento di oggi è solo l’inizio di un percorso fortemente voluto dalla nostra Unione e su cui assicuriamo il nostro impegno al comparto ortofrutticolo e all’intero Paese.”
Fonte: UNAPROA


Approvato il decreto per l'obbligo di indicazione dello stabilimento in etichetta

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Consiglio dei Ministri ha approvato questa mattina in via definitiva il decreto legislativo che reintroduce l'obbligo di indicare lo stabilimento di produzione o confezionamento in etichetta. Il provvedimento prevede un periodo transitorio di 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per lo smaltimento delle etichette già stampate, e fino a esaurimento dei prodotti etichettati prima dell'entrata in vigore del decreto ma già immessi in commercio.

L'obbligo era già sancito dalla legge italiana, ma è stato abrogato in seguito al riordino della normativa europea in materia di etichettatura alimentare. L'Italia ha stabilito la sua reintroduzione al fine di garantire, oltre che una corretta e completa informazione al consumatore, una migliore e immediata rintracciabilità degli alimenti da parte degli organi di controllo e, di conseguenza, una più efficace tutela della salute.
La legge di delega affida la competenza per il controllo del rispetto della norma e l'applicazione delle eventuali sanzioni all'Ispettorato repressione frodi (ICQRF).


"È un impegno mantenuto - ha commentato il Ministro Martina - nei confronti dei consumatori e delle moltissime aziende che hanno chiesto di ripristinare l'obbligo di indicare lo stabilimento. In questi mesi, infatti, sono state tante le imprese che hanno continuato a dare ai cittadini questa importante informazione. Continuiamo il lavoro per rendere sempre più chiara e trasparente l'etichetta degli alimenti, perché crediamo sia una chiave fondamentale di competitività e sia utile per la migliore tutela dei consumatori. I recenti casi di allarme sanitario ci ricordano quanto sia cruciale proseguire questo percorso soprattutto a livello europeo. L'Italia si pone ancora una volta all'avanguardia".