venerdì 20 aprile 2018

Filiere: al via le Commissioni Uniche Nazionali con più trasparenza di mercato


Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono stati firmati oggi, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, i decreti direttoriali istitutivi di cinque Commissioni Uniche Nazionali - CUN, relative ad alcune delle filiere più rappresentative del comparto agroalimentare italiano.

Dopo un lungo lavoro di condivisione e confronto con le filiere interessate, sono state rinnovate e allineate alla nuova normativa le Commissioni già esistenti (Cun Conigli, Cun Suini da macello, Cun Suinetti, Cun Tagli, Cun Grasso e strutti), recependo le ultime disposizioni in materia volte a garantire una maggiore trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella formazione dei prezzi. Per la prima volta i Ministeri hanno disposto una verifica dell'effettiva rappresentatività delle parti, attraverso la raccolta delle deleghe dei loro associati e la relativa ripartizione dei commissari.

Nella stessa direzione va anche la decisione di avvalersi di una quotazione unica a livello nazionale con l'elaborazione di un prezzo indicativo unico, attraverso la sospensione delle rilevazioni autonome delle borse merci per i prodotti trattati dalle rispettive CUN.

I decreti, i Regolamenti di funzionamento, le Schede di mercato e i Listini relativi a ciascuna Commissione Unica Nazionale sono disponibili sul sito del Mipaaf e di Borsa Merci Telematica Italiana scpa - BMTI, a cui sono affidate le segreterie delle Commissioni.


I centri agroalimentari in prima linea contro le infiltrazioni mafiose


Il presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini (nella foto) ha partecipato alla quarta edizione del corso co-organizzato dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura sul sistema agroalimentare e dalla Scuola Superiore di Magistratura a Palazzo Rospigliosi a Roma.

Titolo del corso “Il diritto penale alimentare”. Ne hanno parlato, lungo le quattro sessioni articolate su tre giorni, docenti universitari ed avvocati specializzati. Apprezzati, tra gli altri, gli interventi del Magistrato Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione, del Sostituto Procuratore della Repubblica Aldo Natalini, del Procuratore nazionale aggiunto della Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo Giovanni Russo e del Consigliere Paola Balducci, intervenuti alla Tavola rotonda su “La criminalità organizzata nei Mercati e nella Distribuzione alimentare”.

In questa sessione è stato chiamato ad offrire il suo contributo Fabio Massimo Pallottini che ha voluto portare la sua esperienza di Direttore Generale di CAR ScpA e di Presidente di Italmercati. “Sono lusingato di essere stato chiamato a raccontare a dei Magistrati la mia esperienza vissuta sul campo, che spero potrà essere di supporto formativo” – ha dichiarato in apertura Pallottini. Dopo aver spiegato l’odierna natura dei Centri Agroalimentari e, di conseguenza, quella del net work di imprese Italmercati, il discorso si è spostato sui numeri per dare contezza all’uditorio della delicatezza degli ambiti in cui la Rete è chiamata ad operare. “Italmercati somma fatturati societari che superano gli 80 milioni di euro con un giro di affari delle aziende interne che complessivamente si aggira ben oltre i 6 miliardi. Questo fa ben comprendere l’appetibilità di queste grandi strutture per la criminalità organizzata, non solo sul panorama nazionale ma anche europeo. Gravi distorsioni del Mercato che generano molte dannose ricadute, con profili di rilevanza penale, in una prospettiva assai più ampia di quanto si possa immaginare”.

Pallottini si è voluto poi soffermare sulle attese che i Centri Agroalimentari ripongono in questa rinnovata attenzione da parte della giurisprudenza. “Dalle pratiche sleali, alle intimidazioni più o meno esplicite fino alla veicolazione di una grande quantità di denaro liquido dimostrano che c’è bisogno di attenzione. Il fatto che la maggior parte di queste strutture siano società con partecipazione di maggioranza pubblica dovrebbe rasserenare. Siamo chiamati al rispetto di tutte le misure di contrasto utili al contenimento dei reati, dall’applicazione del Codice degli Appalti sino all’applicazione dei Modelli di Controllo e Gestione. Il nostro sforzo va però oltre quello che la norma impone. Il monitoraggio dei prezzi già dal momento della formazione, la veicolazione delle informazioni utili tra le governance ed il Ministero degli Interni attraverso le Prefetture locali, l’introduzione delle Casse di Mercato, l’assidua collaborazione con le Forze dell’Ordine. Tutto occorre ed occorrerebbe non solo a contrastare gli illeciti ma anche a creare una immagine di queste strutture più sana e più consona, diversa da quella di un immaginario collettivo che le identifica “terre di nessuno”. Ho voluto portare la dimensione dei nostri problemi per far comprendere che la direzione giusta è quella in cui muovono contesti come quello odierno. Essere qui ad annunciare il sottoscrivendo Codice Etico di Filiera, che presto sarà adottato da tutti i Mercati della Rete con l’obiettivo di promuovere la cultura e la pratica della legalità a difesa del patrimonio agroalimentare italiano, ne è la prova provata”.

Fonte: Corriere Ortofrutticolo

Ispettorato Nazionale per il lavoro: Documento di Programmazione della Vigilanza per il 2018


L'Ispettorato Nazionale per il Lavoro ha emanato il Documento che programma gli obiettivi dell'attività ispettiva nei luoghi di lavoro per l'anno 2018. Secondo le linee guida dettate dal Documento, anche per il 2018 l'attività ispettiva sarà finalizzata al "contrasto del lavoro nero" ed al "contrasto al caporalato", specialmente in "quei settori più a rischio, quali ristorazione, edilizia, commercio ed agricoltura", perchè caratterizzati da "un più intenso utilizzo di manodopera in occasione delle punte stagionali di attività". L'attività ispettiva sarà concentrata, oltre che nel SETTORE AGRICOLO, anche nel SETTORE EDILE, con la finalità di valutare lo stato dell'arte dell'applicazione delle normative in materia di Tutela della Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro. In particolare, il Documento pone l'attenzione sull'ispezione dei "piccoli cantieri", dove statisticamente si verificano la maggior parte degli infortuni: il 65% delle ispezioni riguarderà proprio questi ultimi.
I maggiori controlli che sono prospettati nel SETTORE AGRICOLO sono "giustificati" anche dalla possibile proroga del protocollo d'intesa "Cura-Legalità-Uscita dal ghetto", emanato dal Ministero del Lavoro nel 2016 (la cui applicazione è terminata il 31/12/2017).
Il Documento di Programmazione non si limita solo agli aspetti sopra detti. Coinvolge più ambiti del lavoro e tutti i settori lavorativi.

Ing. Giuseppe Cacucci

La Capitozzatura, brutta e dannosa


La capitozzatura consiste, come è noto, nel drastico raccorciamento del tronco o delle branche primarie (sbrancatura) fino in prossimità di questo. Tale operazione è una delle principali cause delle cattive condizioni in cui versano molti alberi ornamentali. Il tronco capitozzato viene, infatti, lasciato dal taglio senza difese e così i tessuti, anche nelle specie con buona capacità di compartimentalizzazione, iniziano a morire dalla superficie del taglio stesso verso l’interno. La corteccia, inoltre, viene improvvisamente esposta ai raggi solari, con un eccessivo riscaldamento dei vasi floematici più superficiali, che sono danneggiati. La capitozzatura è, perciò, un’operazione che deve essere evitata ogni volta che sia possibile. Nel caso in cui non esistono alternative, si dovrà operare in modo da ridurre al massimo i danni per la pianta.
I dati relativi agli effetti della capitozzatura sono, tuttavia, di carattere prevalentemente pratico ed empirico, mentre limitati sono i risultati della ricerca a causa del tempo richiesto per l’ottenimento di risultati attendibili e replicabili e dell’impegno economico necessario.
Interessanti appaiono i risultati ottenuti in una sperimentazione pluriennale condotta presso la Fondazione Minoprio su piante di Acero montano sottoposte a diversi tipi di potatura. I risultati indicano che le conseguenze delle potature dipendono in larga misura dalla tipologia di intervento eseguita sull’albero. Le tecniche, come la capitozzatura, che rimuovono la gemma apicale senza lasciare e/o impostare un germoglio che possa diventare il nuovo ramo leader della branca portano a uno sviluppo maggiore di succhioni, che spesso risultano codominanti. Questi crescono velocemente producendo una grande area fogliare nel tentativo di vincere la competizione di quelli vicini e per questo sviluppano foglie molto larghe, ma molto sottili, e ricche in clorofilla, così da massimizzare l’assimilazione carbonica quando le condizioni ambientali non sono limitanti. Il rovescio della medaglia è che questa struttura morfo-funzionale modificata, a causa della ridotta massa fogliare specifica, è molto suscettibile a vari tipi di stress, biotici e abiotici. In un certo senso la potatura fa regredire il ramo potato a un comportamento più pionieristico, che però risulta meno tollerante agli stress ambientali, come evidenziato dall’alta frequenza di disseccamenti osservata nelle branche capitozzate. I germogli da gemme avventizie o latenti che si sviluppano a seguito di questo tipo di taglio risultano uniti più debolmente alla branca genitrice, portando nel tempo a maggiori problemi di stabilità.
 Al contrario le altre metodologie di potatura modificano in misura minore la struttura e la fisiologia dell’albero, o perché mantengono un germoglio apicale e quindi non alterano la dominanza apicale, come nel caso della potatura di ritorno, oppure perché vanno a eliminare la branca direttamente all’inserzione sul tronco con lo sviluppo di succhioni nella parte interna della chioma ove sono poco competitivi per la scarsità di luce, come nel caso della potatura di diradamento. In conclusione lo studio ha dimostrato che, mentre la capitozzatura porta a profondi cambiamenti nella struttura e nella fisiologia della pianta, tecniche come il taglio di diradamento oppure il taglio di ritorno comportano un minor grado di ‘disturbo’ e sono quindi raccomandabili per garantire una maggior sanità e, probabilmente, longevità della pianta, considerando anche il fatto che gli alberi urbani durante la loro vita subiscono numerose potature e dunque subiscono ripetutamente gli effetti e le alterazioni morfo-fisiologiche di tali interventi.
L’affermazione che non ci sono regole “facili e veloci” che definiscono quanto e quando un albero debba essere potato, rende perfettamente l’idea di come l’approccio a questa operazione non debba mai essere superficiale come invece si evince guardando i nostri alberi, che, purtroppo, si trovano nelle più deplorevoli condizioni a causa di interventi errati, spesso perpetrati nel tempo. Le diverse specie, infatti, reagiscono diversamente alla potatura e la letteratura rivela, non a sorpresa, che in molti casi anche le condizioni ambientali e il background storico influenzano queste differenze.

Come affermato precedentemente, gli effetti negativi di potature improprie dovrebbero essere presi in grande considerazione quando ci si trova a lavorare su alberi in ambiente urbano e, verosimilmente, dovrebbero essere utilizzate diverse tecniche di gestione.
A questo proposito, uno dei problemi più grossi è la scarsa formazione del personale di molte ditte che si occupano della manutenzione delle alberature cittadine. È, perciò, fondamentale la formazione sia di operatori in pianta, sia, e talvolta soprattutto, di tecnici comunali (le imprese non operano di propria iniziativa, bensì in virtù delle prescrizioni contrattuali o, comunque, di indicazioni ricevute dalla committenza) sui temi che riguardano le alberate urbane e rendere obbligatoria la frequenza a corsi di formazione e aggiornamento.

Estratto da un articolo dell'autore, dalla rivista Arbor, 2013, 35:18-21

Sotto: la differenza tra capitozzatura e potatura corretta.

Autore: Francesco Ferrini
Fonte: accademia dei Georgofili

Estensione d'impiego Decis Evo per il controllo dell’insetto vettore di Xylella fastidiosa


Recentemente, il Ministero della Salute ha autorizzato l’estensione d'impiego definitiva di Decis Evo di Bayer per il controllo del fitofago Philaenus spumarius (vettore di Xylella fastidiosa) sulle seguenti colture:

·         Olivo

·         Vite da tavola e da vino

·         Mandorlo

·         Erba medica, trifoglio, graminacee foraggere

·         Floreali (pieno campo)

·         Vivai e ornamentali (pieno campo)

·         Pioppo e forestali in vivaio

MAGGIORI INFORMAZIONI SUL PRODOTTO



Decis Evo è un insetticida piretroide a base di deltametrina con le seguenti caratteristiche:

·         Formulazione altamente efficace: l’emulsione in acqua delle molecole di deltametrina, permette maggiore affinità  tra sostanza attiva, tessuti vegetali e parassiti 

·         Superiore attività abbattente

·         Protezione completa della coltura

·         Più di 60 colture registrate in etichetta (orticole, frutticole ed estensive industriali) e oltre 120 parassiti controllati (afidi, lepidotteri, aleurodidi, coleotteri, tripidi)

·         Breve tempo di carenza

·         Massima selettività per la coltura

Per maggiori dettagli sulle modalità d’impiego del prodotto consulta e scarica l'etichetta autorizzata cliccando qui

www.cropscience.bayer.it



Prodotto fitosanitario autorizzato dal Ministero della Salute; per relativa composizione e numero di registrazione si rinvia al catalogo dei prodotti o al sito internet del produttore.

Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta, prestando attenzione alle frasi, ai simboli di pericolo e alle informazioni sul prodotto.




Paola Orfino