venerdì 20 ottobre 2017

Xylella, Emiliano e di Gioia: via libera UE modifica misure di contrasto

Arriva il via libera del Comitato fitosanitario europeo al testo che modifica la decisione n. 789 del 2015, che attualmente disciplina le misure di contrasto alla Xylella fastidiosa.  "Non è stato un negoziato agevole ma possiamo dire di aver raggiunto gli obiettivi prefissati – hanno affermato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l'assessore Leo di Gioia. Numerose sono le modifiche apportate alla norma. La più rilevante per il nostro territorio è l'autorizzazione al reimpianto di oliveti nelle aree infette. Approvate altre due proposte avanzate dalla Regione Puglia in questi anni dinegoziato con Bruxelles. La prima interessa l'importante distretto vivaistico salentino e concerne la deroga al trattamento con termoterapia delle barbatelle di Negroamaro, Primitivo e Cabernet Sauvignon. La seconda, di grande importanza, riconosce il valore degli ulivi secolari e monumentalii quali, se non infetti, non saranno abbattuti anche nel caso ricadessero nel raggio di 100 metri attorno ad una pianta infetta per essere, invece, isolati con reti e protetti dal contagio esterno attraverso pratiche agronomico-colturali. La Commissione ha altresì riconosciuto l'enorme sforzo sostenuto dalla Regione Puglia nel monitoraggio del territorio e la difficoltà di proseguire con la stessa intensità nel tempo: a tal fine, ha rivisto la dimensione  delle maglie di monitoraggio nella zona cuscinetto, consentendone la futura sostenibilità finanziaria ed operativa".  "Si tratta di un primo significativo risultato per risarcire il territorio e garantire un futuro al settore olivicolo salentino – precisano il presidente Emiliano e l'assessore di Gioia. L'autorizzazione al reimpianto, tra le modifiche più consistenti apportate, consentirà agli agricoltori e agli operatori olivicoli di rilanciare l'indotto economico e ai vivaisti della zona infetta di poter riprendere a produrre piante ospiti da commercializzare nella stessa zona. Dunque abbiamo reali opportunità di rilanciare il territorio e guardare con maggior ottimismo al futuro". "Questo grazie anche alle risorse del PSR Puglia 2014-2020: a breve, difatti, pubblicheremo il bando della misura 5.2 per il ripristino del potenziale produttivo. E attiveremo una misura per gli investimenti aziendali specifica per le aziende olivicole salentine colpite da Xylella fastidiosa.  La ricerca ha in questo percorso di rilancio un ruolo imprescindibile: servono nuove cultivar resistenti in grado di convivere con la fitopatia senza intaccare l'economia del territorio". "Abbiamo – concludono Emiliano e Di Gioia – pieno supporto da Bruxelles, sia di sostenibilità finanziaria sia operativa.  Come anche, lo auspichiamo, in sede nazionale avendo chiesto al Ministero un intervento anche attraverso un capitolo della legge di bilancio".




Regione Puglia, gio, 19 ottobre 2017

Il contoterzismo pugliese mostra le sue carte

Nel contesto di Agrilevante, si è svolto un workshop a cura di UNCAI e Confagricoltura Puglia per mettere in evidenza le opportunità per il sistema agricolo regionale della partnership tra le due associazioni. Sono inoltre state evidenziate alcune problematiche, come le modalità di assegnazione del gasolio agricolo in Puglia, e si è proposto un albo di agromeccanici che certifichi le aziende terziste "con tutte le carte in regola". All'incontro, dal titolo "Contoterzisti Puglia, imprenditori smart per aziende agricole sostenibili", sono intervenuti l’assessore all’agricoltura della Puglia Leonardo Di Gioia, il presidente di Uncai Aproniano Tassinari, il presidente di Contoterzisti Puglia Nicola Salatino, il presidente di Confagricoltura Puglia Donato Rossi e il direttore di Apima Cremona Fabrizio Canesi.
Non si è parlato di cambi, di sollevatori, di cilindrate o di numeri di giri di trattori e congolati neppure quando sono intervenuti gli sponsor Deutz Fahr, Azitek e Quadra srl. Tutti hanno proposto un’analisi molto attenta di quella che è l’evoluzione del mercato, delle tecnologie e del mondo agricolo. I servizi agromeccanici sono stati riconosciuti essenziali per un’agricoltura fatta bene, sostenibile dal punto di vista ambientale e finanziario, e in grado di aprirsi all’innovazione tecnologica e gestionale. “Il futuro dell’agricoltura lo stiamo già vivendo”, ha sottolineato in apertura il presidente di Confagricoltura Puglia Donato Rossi: “Lo sappiamo noi, imprenditori agricoli, che ogni giorno dobbiamo fare i conti con la necessità e con la possibilità di implementare nelle nostre aziende tecnologie sempre nuove e sempre più smart. Lo sanno coloro che si occupano di agromeccanica, che hanno bisogno di confrontarsi con una classe imprenditoriale culturalmente all’altezza delle innovazioni che si vanno proponendo. Una relazione più stretta e priva di intermediazioni fra questi due fronti dello sviluppo dell’economia agricola pugliese, riteniamo sia la vera chiave di svolta perché nessuno possa dire di aver perso anche una sola opportunità”.
Il presidente di Uncai Aproniano Tassinari ha espresso soddisfazione per la continuità del rapporto di collaborazione con Confagricoltura: “Per il sistema agricolo italiano la sintonia tra agricoltori e contoterzisti è fondamentale e si rinnova ogni volta che decidiamo di confrontarci concretamente con la necessità di un’agricoltura competitiva che raggiunga l’obiettivo della redditività. Il rapporto tra imprese agromeccaniche e aziende agricole è lo stesso dell’industria: i fornitori forniscono servizi, mezzi e componenti a chi produce la macchina finita. Allo stesso modo i contoterzisti agromeccanici forniscono servizi alle aziende agricole affinché il prodotto finale sia competitivo”.
Tra le priorità dell’azione congiunta fra Contoterzisti e Confagricoltura Puglia c’è una migliore regolamentazione dell’utilizzo del carburante agricolo. “D’accordo con l’assessore Di Gioia, invieremo alla Regione le nostre proposte circa il gasolio agevolato”, ha detto il presidente di Contoterzisti Puglia Nicola Salatino: “Proveremo anche ad avanzare soluzioni a un altro problema. Il terzista, sappiamo, non accede ai finanziamenti dal Psr ma subisce la concorrenza sleale delle aziende agricole che svolgono servizi agromeccanici con macchinari finanziati dall’Europa. Un gap sul quale è convenuto o stesso l’assessore”.
Altro tema forte trattato durante la giornata è stato il riconoscimento della categoria dei contoterzisti da parte della Regione Puglia, attraverso un albo degli agromeccanici e il rilancio della cooperazione tra agricoltori e terzisti con un prezzario regionale delle lavorazioni. Il direttore di Apima Cremona Fabrizio Canesi ha portato il caso della Lombardia dove l’Albo ha permesso l’inserimento dei contoterzisti tra i beneficiari di un bando per la digitalizzazione delle imprese. “Inoltre, nell’affidare i lavori agromeccanici pubblici, i Comuni potrebbero attingere all’albo regionale dei contoterzisti, in modo analogo a quanto accade in Puglia per i lavori boschivi, affidati tassativamente a quelle aziende iscritte all’albo delle imprese boschive”.
L’albo raccoglierebbe solo le aziende agromeccaniche che osservano le norme sulla sicurezza sul luogo del lavoro, in regola con i contributi, con il fisco e con i dipendenti. Ha aggiunto Salatino: “L’albo serve a certificare le imprese corrette. A suo tempo solleciteremo l’Anci e gli organi regionali ad affidasi a imprese inscritte all’albo, di contro le imprese si devono attrezzare per essere trasparenti e in regola. Una volta istituito l’albo e certificate le imprese agromeccaniche in regola, anche l’associazione Contoterzisti Puglia potrà avere un suo listino delle lavorazioni con una forbice minima e massima. Il tariffario sarà uno strumento utile anche all’assessorato all’agricoltura al momento di scrivere i bandi del psr che prevedono opere agromeccaniche oppure nell’assegnazione di lavori pubblici agromeccanici”.
Molto preparato sulle tematiche del contoterzismo, anche le più tecniche, nel suo intervento l’assessore all’agricoltura Leonardo Di Gioia si è detto disponibile a costruire un rapporto duraturo con Contoterzisti Puglia: "Ringrazio per il prezioso supporto offerto dalle associazioni di rappresentanza, che sono, di fatto, un braccio operativo della nostra amministrazione perché raccolgono le istanze del territorio, e guardo con estrema attenzione alla collaborazione instaurata fra Confagricoltura Puglia e Unione contoterzisti, perché la considero un modo intelligente e positivo di fare lobbing e di avanzare le proprie proposte." L’assessore ha inoltre confermato di voler mettere mano all'operatività del sito Umaweb (Utenti Motori Agricoli), dal quale dipendono le assegnazioni del gasolio agricolo, con una profonda ristrutturazione della piattaforma informatica, perché vengano meno le criticità riscontrare ed evidenziate nel corso del convegno: "L'impegno è mettere a punto una riforma amministrativa trasparente per facilitare e rendere quanto più utile e semplice possibile l'attività dei contoterzisti in agricoltura, ovvero di coloro che hanno i macchinari agromeccanici e li mettono a disposizione degli operatori agricoli, offrendo anche altri servizi, come il carburante agricolo".


Fonte: UNCAI

giovedì 19 ottobre 2017

Xylella,si aggrava la situazione dei nuovi focolai, la zona tampone dovrebbe ora sconfinare per la prima volta in provincia di Bari

XYLELLA, SI AGGRAVA LA SITUAZIONE DEI NUOVI FOCOLAI INTORNO ALLA CITTA' BIANCA ED IN VALLE D’ITRIA. LA NUOVA ZONA TAMPONE DOVREBBE ORA SCONFINARE PER LA PRIMA VOLTA IN PROVINCIA DI #BARI.

Dall’aggiornamento delle mappe sul portale Emergenza Xylella e la pubblicazione dei relativi certificati di analisi SELGE si delinea una situazione ben più grave dei 2 focolai puntiformi segnalati meno di un mese fa (il 25 settembre) in zona tampone. Sono 14 le nuove piante risultate infette (12 in agro di Ostuni, 1 di Cisternino ed 1 di Ceglie Messapica), di cui 13 in zona tampone, derivanti sia dal controllo delle piante nei 100m intorno ai predetti focolai che nel corso del normale monitoraggio. Ciò che desta maggior preoccupazione è la distribuzione delle piante ed in particolare il focolaio più grande di Ostuni con piante sintomatiche infette da cui sembrerebbe poter essere derivato (a meno di 500m di distanza) il primo focolaio apparentemente puntiforme ritrovato precedentemente a Casalini di Cisternino. Si tratta inoltre, fino ad ora, delle piante infette individuate a maggiore altitudine, oltre i 300m sul livello del mare. Come previsto dalla Decisione 789/2015 (art. 4 comma 3), la Regione Puglia dovrà ora procedere a ridefinire le zone demarcate estendendo fino ad almeno 10 km dalle ultime piante infette la zona cuscinetto o tampone. Per la prima volta quindi la zona tampone, quando verrà formalizzata ed ove si applicano le più dure misure di contenimento (l’abbattimento di tutte le specie ospiti nei 100metri dalle infette indipendentemente dalle analisi), sconfinerà nella provincia di Bari interessando una parte dell’agro di Locorotondo.

Fonte: Infoxylella.it

L’acqua va raccolta e conservata come un tempo

La letteratura agronomica anglosassone ci offre una espressione molto utile in questi giorni di aridità: water harvesting (raccolta dell’acqua). Si tratta di quei processi messi a punto localmente per alleviare la siccità. Le strategie sono diverse, si va dalle reti installate verticalmente sulle Ande per intrappolare l’umidità che sale dal Pacifico, ai muretti in pietra costruiti intorno ad un singolo albero a Pantelleria (giardini panteschi), alla preparazione dei terreni in piano in Andalusia per ricevere e immagazzinare l’acqua che scende dalle ramblas (torrenti improvvisi della durata di qualche ora).
L’agricoltura italiana ha fornito validissimi esempi di water harvesting. L’acqua di pioggia si raccoglieva in serbatoi temporanei, come i laghetti collinari nel Centro Italia o le cisterne interrate nelle zone carsiche del sud. Oggi questi serbatoi sono praticamente abbandonati. Senza la manutenzione degli agricoltori, i laghetti si sono riempiti di sedimenti e le cisterne perdono acqua da lesioni mai più riparate. La buona abitudine di raccogliere l’acqua per i periodi di penuria, o per regolare, anzi regimare, le acque nei terreni in pendenza, si è perduta. Questo compito che era delle aziende agrarie, ora è demandato ai consorzi che provvedono alla bonifica del territorio (compresa la sistemazione idraulica) e alla fornitura di acqua per l’irrigazione.
Tutto bene se funzionasse regolarmente … e se piovesse!
Ma non piove, anzi piove male. Il clima sta cambiando e gli scettici che dubitano degli scenari futuri non possono confutare le osservazioni meteorologiche degli ultimi decenni. L’evapotraspirazione potenziale aumenta e le piogge annuali tendono a diminuire. Quello che preoccupa di più è il regime delle piogge. Il numero di eventi piovosi nell’anno tende a diminuire e aumenta l’intensità di pioggia (tropicalizzazione delle piogge). Inoltre le anomalie stanno diventando la regola: annate piovose si alternano ad annate siccitose secondo un disegno casuale (fino ad un certo punto).
Questo vuol dire che:
1) la pioggia è meno efficace per le colture;
2) le crisi idriche, o meglio irrigue, si ripetono con una certa sistematicità.
Se piove poco, o piove “male”, bisogna ricorrere ai ripari.
Quando un terreno è saturo, ogni apporto di acqua si perde per ruscellamento o per drenaggio. Il ruscellamento si verifica anche quando il suolo non riesce ad assorbire l’acqua di pioggia. L’intensità di pioggia (IP) è la quantità di acqua che cade nell’unità di tempo. L’infiltrabilità (IS) è la quantità di acqua che il suolo assorbe nell’unità di tempo. Se IP > IS, la pioggia non si immagazzina nel suolo, ma ruscella verso i bacini di raccolta superficiali (fiumi, canali, laghi).
Gli scenari climatici prospettano per l’Italia poche piogge, ma intense. A questo si aggiunga che l’infiltrabilità dei nostri territori tende a diminuire per effetto della impermeabilizzazione del suolo dovuta alla espansione delle aree cementificate. Di conseguenza, se IP aumenta e IS diminuisce, i fenomeni di ruscellamento tenderanno ad essere sempre più frequenti.  Quando l’acqua ruscellata è tanta, e non viene regimata, le conseguenze ambientali sono pesanti e si misurano in termini di perdita di acqua, se non di vite umane!
L’acqua che non viene trattenuta dal suolo si allontana per ruscellamento. Quindi un’azienda agraria riceve l’acqua sotto forma di pioggia e poi …. la perde. In tempi di penuria (che si prevedono sempre più pesanti) perdere acqua è inaudito.
Le aziende devono ritornare a raccogliere l’acqua come si faceva un tempo. La tecnologia e le ricerche indicano nuovi approcci alla raccolta di acqua nei serbatoi aziendali. La climatologia riesce a prevedere quando e quanto pioverà, l’agronomia ha messo a punto le tecniche per limitare l’erosione del suolo e la contaminazione da agro-farmaci delle acque in eccesso, l’idraulica agraria fornisce modelli di deflusso in grado di calcolare i ritmi di riempimento dei serbatoi e l’impiantistica disegna reti di collegamento tra i serbatoi “pieni” e i corpi idrici recettori. 
Si tratta di armonizzare competenze tecnico-scientifiche mature con le politiche agricole per ritornare a progettare serbatoi di raccolta dell’acqua nelle aziende agrarie con l’obiettivo di non perdere nemmeno una goccia di pioggia. Non ce lo possiamo più permettere.


Da: AgriCulture, notiziario FIDAF, 5/7/2017
Fonte: Marcello Mastrorilli


I droni per L’agricoltura di precisione

Si è tenuto il 12 ottobre 2017 a Portici (NA) il convegno “L’uso dei droni per l’agricoltura di precisione” organizzato dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con l’Accademia dei Georgofili – Sezione Sud-Ovest.
Negli ultimi anni, stiamo assistendo anche in Italia a una lenta e progressiva diffusione in agricoltura di processi, tecnologie e approcci operativi “strategici” che rientrano nell’ambito della cosiddetta agricoltura di precisione, traduzione letterale dell’inglese “precision agriculture”. L’agricoltura di precisione, contrariamente a quanto spesso divulgato dalla stampa specializzata e non, non è solamente indirizzata all’automazione del controllo operativo ma punta a migliorare la qualità gestionale attraverso una razionale integrazione tra tecnologie informatiche e pratiche agronomiche. Nel corso del Convegno, esperti relatori hanno discusso le potenzialità dell’agricoltura di precisione, definita come una strategia gestionale che utilizza tecnologie informatiche per raccogliere dati da fonti multiple per il loro successivo utilizzo nell’ambito di decisioni riguardanti le attività produttive, e ne hanno descritto i limiti attuali e le criticità in termini di ricerca.
In particolare, durante il Convegno sono stati analizzati i numerosi benefici integrati che le tecnologie dell’agricoltura di precisione potrebbero garantire sul fronte della qualità gestionale ed è stato descritto lo stato dell’arte dei sistemi proposti a oggi. Questi sistemi fanno riferimento essenzialmente alle tecnologie ground sensing (anche definite proximal sensing) basate su sensori (fissi o mobili) che permettono il rilievo da terra di dati inerenti le colture e i processi produttivi messi in atto dalle aziende o alle tecnologie remote-sensing che, viceversa, si basano sulla possibilità di ottenere immagini multispettrali e iperspettrali delle colture attraverso l’impiego di sensori ottici satellitari, aerotrasportati o montati su  droni. I cosiddetti “droni” o Unmanned Aerial Vehicle (UAV), il focus del Convegno, sono potenzialmente in grado di coniugare la necessità di disporre in tempi rapidi di informazioni adeguate con flessibilità di intervento ed elevata risoluzione spaziale. I droni, classificati essenzialmente in base al carico che sono in grado di trasportare e alla quota raggiungibile, presentano un quadro normativo internazionale e nazionale ancora precario con numerosi punti critici, sottolineati nel corso del Convegno. Questi sistemi, consentono già di operare con successo in attività di monitoraggio delle colture (es. stima di nutrienti, acqua, stress) e in alcune attività operative (es.  micro-interventi di spraying mirati o lancio di micro-organismi antagonisti), descritte nell’ambito di alcuni casi-studio presentati.
Dal punto di vista operativo, i vantaggi dell’utilizzo dei droni in agricoltura sono considerevoli, tra i principali sono stati citati:
-    flessibilità d’impiego;
-    tempestività e velocità d’intervento;
-    elevata risoluzione spaziale;
-    disponibilità di sensori ottici multi e iperspettrali e di altri sensori tipo laser scanner, camere termiche, camere Rgb;
-    possibilità di decollo e di atterraggio verticale nel caso di droni muniti di rotori;
-    possibilità di effettuare oltre al monitoraggio, interventi colturali nel caso di droni dotati di particolare attrezzature quali a es. tramogge per effettuare trattamenti;
-    costi relativamente contenuti.

Nello stesso tempo sono ancora numerosi i problemi che la ricerca è chiamata ad affrontare tra questi sono stati richiamati:
-    l’autonomia di volo;
-    l’affidabilità di volo, la stabilità, la resistenza al vento e alle intemperie;
-    la ridotta gamma di sensori disponibili di alta qualità e di massa ridotta;
-    l’affidabilità nella registrazione dei dati e nel loro eventuale trasferimento a terra in tempo reale;
-    la necessità di correzione delle immagini (considerando che la riflettanza della coltura risente della luminosità della giornata nell’orario in cui si effettua il rilievo);
-    la necessità di complessi trattamenti in post- processing per correggere l’immagine digitale (considerando l’influenza dei fattori meteorologici sul volo es. correnti d’aria in quota).
-    una normativa in evoluzione destinata ad avere serie ripercussioni sulla reale applicazione d questi sistemi in agricoltura;
-    la necessità di interfaccia user friendly che dovrebbe facilitare l'interazione con i dati rilevati.

Questi alcuni dei principali temi trattati, da cui è emerso un contesto tecnologico estremamente interessante e dinamico con enormi potenzialità d’applicazione in agricoltura seppure con alcuni nodi ancora da sciogliere.
L’augurio è quello che la ricerca riesca a dire la sua in tempi e modi compatibili con la corsa all’innovazione oggi in atto nel settore privato.
Fonte: Accademia dei Georgofili

Autore: Stefania De Pascale e Guido D’Urso